scrivere, leggere, promuovere. una cosa alla volta

di marcoparlato

Dopo l’uscita di Tiroide ho conosciuto e incontrato molte persone. Che è l’aspetto più interessante di pubblicare un libro.
In seguito a presentazioni e partecipazioni a eventi, ho anche incontrato editori e responsabili, o collaboratori, di case editrici. E quindi è normale parlare di libri – sì, ancora, sempre, siamo una comunità monomaniacale.

Che molti parlassero del mio libro senza averlo letto non è un problema. Il problema, volendo essere… problematici, è che sia la norma. Ma adesso scriverò d’altro.
E cioè scriverò che spesso questi editori e responsabili, o collaboratori, di case editrici parlavano dei libri che avevano pubblicato.
E a me faceva piacere, perché io, quasi sempre, quei libri li avevo letti.

Il punto è che dopo qualche minuto mi rendevo conto che questi editori e responsabili, o collaboratori, di case editrici stavano promuovendo i loro i libri.
E io avrei voluto dire che non c’era bisogno, con me, di promuovere i loro libri. Perché io, quasi sempre, i loro libri li avevo letti, li stavo leggendo, li avrei letti di lì a poco – una decisione già presa.
Ma trovavo inopportuno farglielo notare – di nuovo. Quindi rimanevo ad ascoltare, e pensavo che io, invece, se proprio devo parlare dei miei libri, ne parlo e basta.
Sicuramente perché non sono bravo a promuovermi.
Sicuramente perché – a mia volta monomaniaco in una comunità monomaniaca – parlando di un libro non saprei fare altro che parlarne e basta.

A proposito, i miei libri sono uno e due.
Ma non ditemi che inserire un paio di link è sapere fare promozione.

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