a cosa serve il latino

di marcoparlato

Molto spesso ho assistito a dialoghi sull’utilità dell’insegnamento del latino.
In questi dialoghi c’è una risposta ricorrente: il latino serve a darti un metodo di studio.

“Serve a darti un metodo di studio” è un’espressione vuota, priva di contenuti, di idee, di personalità, di amor proprio. Una risposta che vorrebbe essere definitiva, ma che in realtà dimostra l’incapacità di argomentare.
È un significante che non può avere significato.
Il metodo di studio può aiutare a imparare il latino. E un metodo di studio è, per esempio, scrivere per cento pagine la coniugazione di un verbo.
Metodo di studio che si utilizza anche per imparare la lingua italiana.
Metodo di studio che si utilizza per qualsiasi materia che richieda un forte uso della memoria.
Ma non l’unico. Un metodo, su tanti.

Dunque il latino è una materia, che si può apprendere con un qualsiasi metodo di studio, che esiste a priori, e non certo grazie alla lingua latina stessa.

Ora, visto che ho detto di assistere a tali dialoghi senza intervenire, confesserò che per me il latino si potrebbe ancora insegnare – ma giusto per accontentare i più pigri, i più spaventati dai cambiamenti istituzionali.
Il latino a dosi minime può insegnarci a capire da dove veniamo, oppure perché la corretta dizione di pranzo richiede una z sonora. Andare oltre è dannoso. O inutile.
Mi pare che le statistiche italiane parlino chiaro sulla situazione di chi vanta titoli di studio: è alla pari, in alcuni casi al di sotto, di chi non ne ha.

Inoltre, da una persona che abbia appreso un metodo di studio non mi aspetterei mai l’uso di una espressione come “Il latino serve a darti un metodo di studio”.

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