murgia e cordelli

di marcoparlato

Qualche giorno fa Michela Murgia ha stroncato in televisione il nuovo romanzo di Franco Cordelli, e cioè Una sostanza sottile.
Mi è ormai impossibile essere tifoso con il calcio, figuriamoci tifare in una baruffa simile. Questa mancanza la si paga con la popolarità, visto che il pubblico preferisce lo schieramento cieco e ottuso, rispetto al ragionamento.
Ma senza divagare, e senza cadere in un complottismo che per una volta potrei ritenere giustificato – Murgia e Cordelli pubblicano entrambi per Einaudi, e allora basta che se ne parli! – senza distrarsi, insomma, mi sono soffermato su ciò che mi interessa maggiormente: le parole.

Michela Murgia definisce il romanzo di Cordelli poco evocativo, perché “Questo libro una trama non ce l’ha”.
Per sottolineare questa sua idea, Michela Murgia ha fatto proiettare sullo sfondo dello studio televisivo l’immagine di una tela vuota.
Ecco, non sono proprio certo che una tela vuota possa essere poco evocativa, mentre sono più che certo di una cosa: un libro può essere molto evocativo anche senza una trama.

Ma ciò che più mi ha stupito è stato sentire Michela Murgia continuare.
E cioè, ha detto Michela Murgia:”Questo libro una trama non ce l’ha.” E poi ha detto subito:”C’è un uomo malato che si ritira in provenza con la figlia, in un viaggio…”
Che a me sembra una trama.

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