la ragazza del treno, o del bus

di marcoparlato

Mi è capitato di leggere molti racconti di chi approccia la scrittura le prime volte. I famigerati aspiranti. Termine orribile, ma lasciamo perdere.
Negli anni ho notato la presenza di una costante, che riguarda la trama.
Il protagonista, solitario, problematico o comunque di umore cupo, sale sul treno, sull’autobus, sul tram, sulla metro, su di una corriera di lunga percorrenza e incontra una ragazza.
Una ragazza bellissima, che somiglia a una apparizione più che a una ragazza vera.

Stamattina ascoltavo la radio. Il conduttore raccontava di avere scoperto una storia bellissima, scritta su reddit da un utente americano.
La storia autobiografica – non si sa con quante aggiunte di finzione, io sospetto che sia tutta finzione, ma lasciamo perdere – di lui che scappa di casa e prende un treno. E incontra una ragazza. Una ragazza bellissima, che somiglia a una apparizione più che a una ragazza vera.

La prima parte della storia si conclude con i due che si separano a fine corsa, e la ragazza prima di andarsene per la sua strada fa una domanda al protagonista.
Una di quelle domande che invitano a una risposta da filosofia sognante alla melassa, meglio se condita da una dose necessaria di follia zen. Tipo: vestirsi nel modo più assurdo e girare per la città fregandosene degli altri. Che poi c’è chi lo fa normalmente, ma lasciamo perdere.
Di solito a esaltare questo tipo di follia sono persone che non hanno mai avuto a che fare con un matto. Posso assicurare che di divertente c’è solo la soddisfazione di esserne usciti salvi.

Ma torniamo alla alla storia, che si trasforma in una sorta di catena di Sant’Antonio: chiunque può rispondere alla domanda della ragazza.
Infatti il conduttore radiofonico invitava gli ascoltatori a rispondere e intanto anticipava che ci sarebbe stato un colpo di scena. Che se me lo dici prima, che c’è un colpo di scena, che colpo di scena è? Ma lasciamo perdere.
E dopo avere detto che c’è un colpo di scena, il conduttore ha detto pure quale era il colpo di scena. Dopo diversi anni il protagonista incontrerà di nuovo la ragazza.

Nel frattempo arrivavano messaggi degli ascoltatori. Tutti rispondevano alla domanda della ragazza, tutti si sentivano coinvolti, tutti avrebbero voluto essere il ragazzo che ha preso il treno.
Al che ho pensato: il conduttore radiofonico non ha mai letto, o forse non ha letto abbastanza racconti di aspiranti scrittori.
E ho pensato pure: tutti gli ascoltatori sono potenziali aspiranti scrittori. Che ribadisco, è un termine orribile. Ma lasciamo perdere.

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