onomastica provvidenziale

di marcoparlato

Mi sono ritrovato a lodare l’onomastica, oppure, visto che si parlerà di cognomi, l’antroponomastica, ultimamente, per quanto riguarda la notizia che quest’anno veicolerà un pochino di visibilità in più al Premio Strega.
Antonio Moresco ha preso male l’esclusione dalla cinquina, e la frustrazione dell’autore sarebbe comprensibile, persino quando tocca estremità infantili.

Ma ciò che mi ha colpito è che qualunque articolo, o commento, sulla vicenda, contenesse un inciso, una parentesi, sullo stile di Moresco. Lo stile imperscrutabile, lo stile superbo, lo stile unico, lo stile inarrivabile, lo stile labirintico…
Quando ero giovanissimo, e frequentavo i campi di calcetto, c’era un ragazzo che chiamavano per cognome, Stile, appunto. Che solo oggi mi rendo conto di non avere mai saputo come si chiamasse.
Stile è forte, Stile ha un bel tiro, se c’è Stile vinciamo il torneo, Stile è troppo forte!

Che quando leggo l’ennesimo retweet su Moresco, fortunatamente resto distante dalla polemica. Anzi, non ho alcuna opinione in merito.
Piuttosto sono giorni che mi domando: Moresco ha mai giocato a calcetto? Moresco è forte? Moresco ha un bel tiro? Se c’era Moresco, quando partecipava ai tornei di calcetto, il torneo lo vincevano?

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