happy days

di marcoparlato

C’è una frase usata soprattutto per invitare all’acquisto di un libro, sopratutto un libro della piccola editoria. La frase è che invece di bere due drink, potete comprarvi il libro. Che è anche un oggetto che rimane, il libro, al contrario dei drink. Che insomma, se rinunciate a due dosi di alcol*, e comprate il libro, siete delle persone migliori.

Che io, vilmente, penso alla fortuna che ho di non bere drink. Ma anche alla fortuna di essere una persona abbastanza decisa. Se voglio un drink, mi bevo un drink. Anche se io non bevo drink. Se voglio un libro, mi compro un libro.

Comunque l’altra sera ero uscito e avevo voglia di bere un rum. Ma in piazza c’era una bancarella di libri usati, e vista l’ora, ho pensato di andare prima alla bancarella, altrimenti dopo avrei rischiato di non ritrovarla.
Ho preso Tennis di Bruno Fonzi, edizioni Einaudi. Che il proprietario della bancarella prima mi ha detto: è quello di Happy Days! Poi ha detto: è stato un grande traduttore.
E io avrei voluto dirgli che, tra le tante cose, ha tradotto Il Terzo Poliziotto di Flann O’Brien, che io adoro Flann O’Brien, ma non mi è sembrato il caso, perché poi inizio a parlare tanto, di Flann O’Brien, e il proprietario della bancarella mi dava l’impressione di volersene andare.
Così ho detto solo che Bruno Fonzi, a mio avviso, è dimenticato. Forse intendevo dire poco considerato. Insomma, non ricordo bene cosa ho detto. Ma ricordo che dopo una mezz’ora ho rifatto il giro della piazza e la bancarella stava ancora lì, sotto il vento che c’è sempre in piazza.
Inoltre, dopo la passeggiata, sono risalito a casa e al bar non ci sono più andato.
Così nel letto ho pensato che i soldi spesi per essere uscito sono stati investiti in un libro, e non in un drink – che io non bevo, infatti intendevo il rum.
E allora mi sono sentito una persona migliore. Almeno fino a quando non mi tornerà la voglia di un bicchiere di rum.

*dosi di alcol spesso annacquate, specificano le persone che invitano a comprare il libro, dimostrando di essere molto esperte, dunque, non solo di libri ma anche di alcol.

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