un’idea simpatica

di marcoparlato

Stamattina mi sono svegliato con l’idea simpatica di scrivere ovunque, su Facebook, su Twitter, sui giornali – intendo scrivere con la penna sui giornali degli altri – che avevo riletto il mio primo romanzo e che lo avevo trovato eccezionale.
Tanto da sfidare chiunque a dire che in Italia non si pubblicano più buoni libri.

Sarebbe stata la forma estremizzata di quella promozione facilona all’epoca dei social, in cui gli editori incensano i libri del proprio catalogo o degli editori amici.
Che penso sempre a quanto sarebbe divertente un editore che, dopo averlo pubblicato, denigri spietatamente un proprio libro.
Il romanzo della nostra nuova collana è una merda. Oggi esce in tutte le librerie il flusso di coscienza di una vera incapace.

Ma comunque, mentre stavo per scrivere ovunque che avevo riletto il mio romanzo, e lo avevo trovato eccezionale, tanto da sfidare chiunque a dire che il romanzo italiano è morto, anche se non è mai nato, ho sentito la mia editrice dirmi:”Tu vuoi fare incazzare tutti.”
Che preciso: la mia editrice non abita con me, ma spesso la sento parlarmi.
Anzi, non mi parla, mi dice sempre e solo una frase:”Tu vuoi fare incazzare tutti.”

Che la prima volta me lo disse quando avevo proposto una rubrica sul blog della casa editrice. La rubrica, che sarebbe uscita settimanalmente, non era altro che l’annuncio del vincitore di un premio letterario farlocco. Uno a settimana. Il vincitore sarebbe stato sempre un autore Gorilla Sapiens Edizioni, la mia casa editrice.
E allora la mia editrice subito mi mise a tacere. Tu vuoi fare incazzare tutti.

Come stamattina, che manco avevo poggiato i piedi per terra, ancora sul letto, tu vuoi fare incazzare tutti. Così non ho scritto nulla e ho fatto colazione con dei biscotti che si chiamano Coffee Time, ma che non contengono caffè.
Che pure è un’idea simpatica.

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