la violenza del piccolo principe

di marcoparlato

La fortuna di avere avuto libri in casa e di averli scoperti subito mi ha salvato da quella che chiamo psicosi da piccolo principe, pubblicato proprio il 6 aprile di settantatré anni fa.

In casa avevo Buzzati, Vittorini, Pavese. Forse non tutti adatti a un bambino che frequentava le elementari, ma li lessi con interesse, e li ho riletti in seguito per recuperare ciò che non avevo potuto cogliere le prime volte.
E dunque quando in classe cominciammo a leggere Il Piccolo Principe, lo presi come un compito da fare.
Per me fu come svolgere le moltiplicazioni e le divisioni a più cifre. Andava fatto, e un’operazione, escluso il momento del risultato esatto, poche emozioni può darti.

Venivo da Uomini e No, da I Segreti di Bosco Vecchio. Mia madre mi sconsigliò Barnabo delle Montagne, perché ero piccolo. Ma io lo lessi comunque. E sì, ero piccolo, non capivo perché alla fine, dopo una vendetta così attesa, Barnabo avesse lasciato andare i briganti.
È chiaro che il libretto di de Saint-Exupéry poco poteva incidere su me.

Anni dopo, però, mi sono reso conto di quanto avesse inciso sugli altri. Mi sono reso conto che fa più presa sugli adulti, che sui bambini, e allora l’ho riletto da adulto. E ho scoperto che non si tratta di un librettino innocuo. Il Piccolo Principe è un libro aberrante.
La spessa coltre di zuccherosità nasconde, a mala pena, concetti ributtanti, come il fatto che l’amicizia coincida con l’addomesticamento.
No, grazie. I miei amici li voglio liberi e selvaggi.

Per non parlare di frasi come: “Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.”
No, rifiuto anche stavolta. Sarò strano io, che evito chi può farmi del male, soprattutto se lo dichiara da subito.

Ma ciò che più mi preoccupa è che questi concetti passano a scuola, in una nazione dove se il marito prende a calci in bocca la moglie si tratta di un piccolo screzio coniugale: certo che ti farò del male, è la condizione stessa del matrimonio.

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