gli ho strizzato l’occhio

di marcoparlato

doyle

«Insomma, siamo agli arrivi, e mi sto rompendo le palle da morire perché il volo è in ritardo. Così mi metto a fare un controllo immaginario dei passaporti alla gente che scende dall’aereo – mentalmente, no? Tu puoi stare, tu puoi stare, tu fuori dai coglioni, tu puoi stare. E in quel momento lo vedo.»
«Chi?»
«Gheddafi.»
«Quello del fish and chips?»
«No, l’altro. Della Libia.»
«All’aeroporto di Dublino?»
«Terminal 2.»
«Ma vaffanculo.»
«Te lo giuro su Dio. È lì che si nasconde.»
«Cazzo. Ed era appena arrivato?»
«No, è qui che sta il colpo di genio. Stava lavando i pavimenti.»
«Gheddafi?»
«Geniale, no?»
«Il colonnello Gheddafi?»
«Là non lo troveranno mai.»
«Ma sei sicuro che era lui?»
«Certo che sono sicuro. Gli ho strizzato l’occhio.»
«E lui?»
«Mi ha strizzato l’occhio.»

[Roddy Doyle, Due pinte di birra, traduzione di Silvia Piraccini, Guanda, 2013]

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