autopromozione eroica combinatoria

di marcoparlato

Il 2016 mi sembra pacatamente – non esageriamo – ottimista sul piano editoriale.
Finora la novità che mi ha colpito maggiormente è una sorta di autopromozione a tiratura nazionale.
Mi spiego.
Mettiamo che ci sia un autore che abbia pubblicato da pochissimo un romanzo storico. L’autore avrà abbastanza spazio su un giornale, o rivista, importante per parlare di romanzo storico e del suo romanzo storico.

E cosa succede? Succede che l’autore scriverà che ci sono tantissimi nemici del romanzo storico. Ma lui ha sfidato con pertinacia gli oppositori, perché il romanzo storico è la forma romanzo inevitabile per chi scrive oggi.
Oppure, altra possibilità: può sembrare facile, ma invece è difficilissimo scrivere romanzi storici.
L’autore, dunque, è stato bravissimo. Ma non arriva a dirselo da solo in modo così sciatto.

Ora, il romanzo storico è un esempio. Potrebbe trattarsi di romanzo epistolare, di giallo, di raccolta di racconti, di micronarrativa.
Tanto che ho pensato di creare un nuovo genere: l’Autopromozione Eroica Combinatoria, una forma di letteratura sul calco di Queneau.
Immaginate un testo con linguette intercambiabili, che riguarderanno il genere di opera scritta, i nemici avversi al genere, il grado di difficoltà del genere, una linguetta bianca per apporre il titolo dell’opera, le ragioni che hanno portato a scrivere l’opera…

Ci sono molti oppositori dell’autobiografia, eppure, se ho scritto Questa mia vitaccia è perché l’evoluzione della società e dei media ci costringe a scegliere l’autobiografia come unica forma efficace di narrazione. L’autobiografia è il nostro presente, e il nostro futuro.

Ci sono molti oppositori del verso libero, eppure, se ho scritto Così è se mi pare, è perché l’attenzione per la produzione poetica è calata talmente da indurre per gradi un nuovo innamoramento, da parte del pubblico. Il verso libero è il presente della poesia, e il suo futuro.

Insomma, un articolo di autopromozione che contiene infiniti articoli di autopromozione, proprio come i Cent mille milliards de poèmes di Queneau, che secondo il calcolo dello stesso autore forniscono materiale di lettura per più di un milione di secoli.

Un milione di secoli di articoli nei quali autoincensarsi.
La panacea definitiva per l’editoria.

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