figure di retorica

di marcoparlato

Una volta sentii dire da un professore universitario che sarebbe molto utile, per chiunque, conoscere almeno trenta, quaranta figure retoriche.
Ora da dove cominciare, se non dalla scuola, magari dalle elementari? Che già vedo i genitori armarsi di pentole, scope, cuscini del divano e telecomandi, per minacciare l’ideatore di questa proposta, non tanto modesta, data l’ampiezza dell’argomento.

E sarei pure d’accordo, con i genitori, se non fosse che la retorica, insegnata nel modo giusto, permetterebbe una vita più serena e tranquilla ai bambini, quando saranno adulti.
Per esempio, ascoltando un discorso caratterizzato da occupatio e premunizione, gli studenti capirebbero di trovarsi davanti a una persona che mette le mani avanti, che si preoccupa molto delle obiezioni che potrebbe ricevere.

Per non parlare delle statistiche. Sarebbe divertente scoprire le figure retoriche più usate nei discorsi di ogni giorno, usate inconsapevolmente.
Sono anni che mi sento sommerso da antitesi.
“Non ho nulla contro gli immigrati, però…”, seguono concetti riassumibili in: sono contro gli immigrati.
Che i bambini delle elementari, con l’aria candida e composta, potrebbero scrivere sui quaderni: l’antitesi è molto usata da persone che è meglio evitare per la propria serenità.

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