paranoia bibliofila

di marcoparlato

Potrei dare la colpa alla disattenzione dell’editoria italiana, alla irresponsabilità, dei nostri editori, che fa dimenticare autori meritevoli di ristampa, romanzi e raccolte di racconti che mai dovrebbero finire fuori catalogo.

Invece, con brevissime sedute di autoanalisi, battiti di ciglia per lo più, riconosco il mio hobby horse, e come rivela Tristram Shandy anch’io posseggo una coppia di cavalli ammaestrati, i miei hobby, sui quali a turno (e non mi importa se la gente conosce questa mia mania) esco sovente a cavalcare e a prendere una boccata d’aria. Sebbene talvolta, e questo sia detto a mia vergogna, faccia dei viaggi molto più lunghi di quanto sia consentito a una persona di buon senso.

Il ronzino sul quale cavalco è l’acquisto di libri poco richiesti. Libri che battono territori ambigui, tra il fuori catalogo comune e il collezionismo di basso livello.

In alcune occasioni mi è capitato di contattare il venditore, per scrivergli che ero interessato all’acquisto. Ma il venditore non si è mai fatto sentire, e pochi giorni dopo, il libro è sparito dal suo catalogo.
È in questo modo che nasce la paranoia da acquirente di libri.

Sono fermamente convinto dell’esistenza di una setta, che brama i libri che cerco io.
Per una serie di coincidenze, io e la setta ci interessiamo con molta frequenza agli stessi titoli, negli stessi periodi. Solo che la setta ha una fitta rete di informatori, che si estende sul territorio nazionale, e forse pure oltralpe; ha gli agganci giusti, e agendo da tempo si è fatta un nome, detiene un potere, sui venditori.
Tutti mezzi che permettono alla setta di battermi sul tempo.

Che potrei scriverci una storia, su questa setta. Ma temo di espormi troppo.
E in fondo pensare di lottare contro la setta dei bibliofili è un cavalluccio ancora più divertente da cavalcare.

[la citazione è presa da Laurence Sterne, Vita e opinioni di Tristram Shandy, traduzione di Giuliana Aldi Pompili, edizioni BUR, 2002]
Annunci