aragosta

di marcoparlato

Mentre guardavo The Lobster – l’ultimo film di Lanthimos, e il suo meno riuscito finora – provavo a rispondere alla domanda del film.
Quale animale sceglierei di diventare?

La risposta ovvia, per quanto poco poetica, affatto aristocratica, rispetto all’aragosta del protagonista, è una scimmia. Un orango, uno scimpanzé.
E dopo il film, continuavo a pensare, con certo dispotismo, che non solo io avrei scelto una scimmia, ma che tutti, nel film, avrebbero dovuto scegliere una scimmia: la forma più vicina all’uomo, per proseguire un’esistenza libera.
Perché, da come si vede, gli animali girano per i territori del regime distopico indisturbati. Un folto gruppo di scimmie organizzate potrebbe aspirare a smantellare il regime.

Che se davvero fosse stato così Charlton Heston, in lacrime davanti alla statua della libertà insabbiata, avrebbe scorto un’aragosta, sbucata fuori dalle onde, che gli avrebbe detto: pensa quanto sono stato cretino.

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