le mani avanti fabio volo

di marcoparlato

C’è una costante, ogni volta che parlo con un lettore, una lettrice, di Fabio Volo, oppure che leggo le recensioni. La costante suona tipo così:
lo so, che è stupido, che è scemo, che è banale, che scrive male, che ha il ghostwriter che scrive male di proposito, che non ha il ghostwriter per questo scrive male, che è maschilista, che si finge maschilista, che è femminista, che è qualunquista, che è un paraculo, che sotto sotto è bugiardo, che lo fa solo per guadagno, che è un montato, che chiunque potrebbe scriverlo, un libro, e scriverlo meglio, che racconta sempre le stesse cose, ma a me piace.

Che piacerebbe anche a me, sentirmi dire da tanti lettori: mi piace, il tuo libro.
Ma mi piacerebbe sentirmelo dire senza premesse.

Annunci