kim jong-un e raccontare storie

di marcoparlato

Da quando è apparso sulla scena politica internazionale, il dittatore nordcoreano Kim Jong-un ha occupato subito una poltrona importante nell’immaginario occidentale.

Più che altro per le notizie che ci arrivano, sempre velate dal sospetto, sempre con le avvertenze, da accertare, probabile bufala, si attendono conferme; notizie del suo comportamento abominevole. Fucilazioni all’ordine del giorno, pena di morte per disguidi insignificanti. O almeno insignificanti nella nostra idea di società. Civile, azzarderebbe qualcuno.

Proprio questa nebulosità, questa interferenza tra realtà e finzione mi sembra il motivo del successo mediatico di un personaggio simile.
Fino a che punto arriverà? Per quale motivo farà fucilare il prossimo collaboratore? Per avere respirato rumorosamente? Se si sveglia con lo stomaco sottosopra, cosa fa, decide di bombardare qualcuno? Userà l’atomica? I campi di concentramento coreani che si vedono su Google Maps sono davvero campi di concentramento coreani?

A volte mi lascio andare, e me lo immagino, Kim Jong-un, che si fa leggere i giornali esteri da un collaboratore.
Oggi ha fatto fucilare l’omino dell’ascensore, oggi ha detto che tutti dovranno vestirsi come lei, che al mattino apparirà una sua foto al notiziario delle sei, e i nordcoreani saranno autorizzati a uscire di casa solo se vestiti come la foto apparsa al notiziario delle sei.
E Kim Jong-un gongola, perché a lui piace farsi leggere le storie. A lui piace che si raccontino storie su di lui. Non importa se vere, se arricchite, se inventate, e dunque fonte di ulteriori nefandezze.
Ora che ci penso, davvero potrei farlo fucilare, quel cameriere! Gongola tra sé.

Così ieri sera leggevo distrattamente un’intervista a Baricco, che inviterà nella sua scuola di scrittura Matteo Renzi per un incontro con gli studenti.
«Fra i politici lui più di altri sa cosa sia lo storytelling», dice Baricco.
E io ho pensato prima di tutto a cosa voglia dire storytelling. Che mi fa sempre un po’ ridere, mi ricorda la barzelletta di idem con patate.
Ma comunque mettiamo che Baricco intenda “raccontare storie”. E allora, ho pensato che a Renzi, il Presidente del Consiglio, sentirsi dire da Baricco che lui, Renzi, è uno bravo a raccontare storie, potrebbe fare piacere.
E poi ho pensato ancora, che se Baricco lo dicesse a Kim Jong-un, Presidente della Corea del Nord, che è uno bravo a raccontare storie, carissimo Kim Jong-un, Presidente della Corea del Nord, lei è il più bravo a raccontare storie, ecco, se Baricco gli dicesse così, a Kim Jong-un, ho immaginatoche Kim Jong-un ordinerebbe di caricare i fucili.

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