come i grandi del passato

di marcoparlato

Quando leggo le recensioni, dove scrivono che l’autore scrive come i grandi del passato, mi domando sempre: chi sono, questi grandi del passato?
Che, prima di tutto, bisogna capire il passato di chi. Metti il passato italiano. Allora, se il passato è italiano, i grandi del passato sono autori italiani del passato. E pure qui, altro problema: del passato, morti? Del passato, vivi, ma non letti come nel passato? E poi di quale passato? Del passato italiano in quanto Italia unita?
Un autore che scrive come i grandi del passato, questo autore recensito, scrive come Ippolito Nievo e come Piero Chiara, contemporaneamente?
Oppure come Ciullo D’Alcamo e Curzio Malaparte? Come tutti insieme? Con un pochino di Marinetti?
Insomma, quando leggo queste recensioni, dove scrivono che l’autore scrive come i grandi del passato, mi domando tutto questo, e l’unica risposta che trovo, che non c’entra nulla con le domande, ma è l’unica risposta convincente, che mi fa decidere di finire la recensione, oppure di fare altro; quest’unica risposta è che nemmeno il recensore sa chi sono i grandi del passato, i grandi del passato ricordati dall’autore recensito. Che però è molto bella, come espressione. I grandi del passato.

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