barfly

di marcoparlato

Ero al bancone di un pub, ad ascoltare una blues band che suonava pezzi classici.
Ogni tanto guardavo la pinta di Guinness, vuota già per tre quarti, e pensavo che a me piace stare al bancone. Che anche se non fossi da solo, lo chiederei, a chi è con me: ci sediamo al bancone?
Posso osservare le bottiglie sulle mensole, indovinare quale sia più vecchia – meno richiesta, seguire il lavoro dei baristi, ficcare il naso nelle ordinazioni altrui…
Insomma, ascoltavo la blues band e mi sentivo proprio un barfly, come dicono gli americani. Escluso l’alcolismo, si spera.
Proprio quando stavo per fare un altro sorso, per suggellare la definizione, ho visto che sulla schiuma compatta della Guinness era andata a morire una piccola mosca. E allora ho ritenuto che non è carino autoincoronarsi, quando i professionisti volano, o precipitano, meglio di me.

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