chirurghi

di marcoparlato

gospo

Molto presto fummo iniziati ai segreti del mestiere di scrittore, e il posto naturale dove doveva capitare la prima volta era la tavola calda del quartiere, nella quale mio padre ogni mattina ordinava zuppa di trippa e limonata. I tavoli erano quadrati, le tele cerate bruciacchiate dalla cicche, le lamiere unte e i vetri appannati dalla zuppa fumante, che tutti rumorosamente soffiavano e sorbivano con aceto e aglio in abbondanza.
E là, su un tabellone da muro plastificato, lessi per la prima volta:”Gli scrittori sono i chirurghi dell’animo umano. Devono asportare quanto vi è di marcio e decomposto.” Cosa avrà mai voluto dire quel tabellone? Lo compitavo ogni volta, mentre sorbivo la zuppa di trippa. Un cucchiaio – “chirurghi”, un altro – “marcio”, un terzo – “decomposto”.
Quella zuppa aveva un sapore tutto particolare.

[Georgi Gospodinov, …e altre storie, traduzione di Giuseppe Dell’Agata, Voland 2008]

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